"Dono alla Vita” è un’opera di arte pubblica che prende forma a partire da un gesto intimo e universale: il legame originario tra madre e figlio.
Un legame che qui diventa segno, materia e memoria condivisa.
Il progetto nasce nel 2018 dal coinvolgimento dei bambini delle scuole del territorio, invitati a raccontare, attraverso il disegno e la modellazione dell’argilla, il legame con la propria madre: la figura che dona la vita, che accoglie, protegge, nutre e accompagna.
Ogni formella in terracotta custodisce uno sguardo infantile, spontaneo e autentico, trasformando l’esperienza personale in narrazione collettiva.
L’argilla, materiale primario e arcaico, legato alla terra e alla manualità, diventa qui metafora del corpo, della generazione e della trasformazione. Dopo la cottura, il segno fragile del disegno si fa resistente, destinato a rimanere nel tempo, come memoria impressa nello spazio urbano.
Nel suo sviluppo successivo, l’opera si amplia e si completa attraverso l’inserimento di nuove formelle circolari e segni astratti, pensati per dialogare con i lavori originari e con le superfici murarie ristrutturate.
Questi elementi non imitano il gesto dei bambini, ma lo abbracciano: lo circondano come orbite, cicli, respiri. Il cerchio ritorna come simbolo di continuità, di origine e di ritorno, richiamando il ritmo naturale della vita.
In questa fase l’opera introduce una nuova ricerca materica e stilistica:
ogni superficie viene lavorata come se fosse un grande muro “ricamato” o lavorato all’uncinetto: una trama fitta di segni, rilievi e micro-moduli che ricordano la pazienza del gesto sapiente delle nonne e della nostra tradizione.
Le formelle non sono semplici inserti decorativi, ma campi sensibili di luce e ombra, dove il tempo del fare si deposita nella materia.
Il segno si fa tessitura, pelle, respiro. Le superfici sembrano crescere come organismi, intrecciando ordine e irregolarità, gesto e ascolto. La manualità diventa linguaggio: un atto lento, ripetuto, quasi meditativo, che restituisce all’opera una dimensione intima pur essendo pubblica.
La scalinata diventa così un corpo narrante: un luogo attraversabile che conserva tracce, affetti, passaggi generazionali.
I muri non sono semplici supporti, ma superfici vive, dove l’opera dialoga con la pietra, con il tempo e con la vegetazione spontanea che emerge, senza essere cancellata.
“Dono alla Vita” non è un monumento celebrativo, ma un’opera che si offre silenziosamente allo sguardo di chi passa.
Un invito a riconoscere nell’atto creativo un gesto di cura, e nello spazio pubblico un luogo di relazione.
Qui l’arte non si impone: si dona.
Come la vita stessa.
Istallazione di Santina Alleruzzo e Filippo De Mariano
L'Opera si trova in Via Lavacro dei Saraceni - Santa Lucia del Mela (ME) - Sicilia
Gallo del sud - 2007
Acrilico, pastelli a cera, corda, incisione a caldo su legno
40 x 80 cm (Collezione privata)
Il suono dei sonagli - 2007
Acrilico, pastelli a cera, china su cartoncino 78 x 107 cm
Gufo chu chu - 2008
Acrilico, pastelli a cera su legno
33 x 65 cm (Collezione privata)
Koala & Koala - 2009
Acrilico, pastelli a cera su legno
33 x 65 cm (Collezione privata)
Il principe senza corona - 2008
Acrilico, pastelli a cera, corda su legno
31 x 51 cm (Collezione privata)
Pesce mangia pesce - 2010
Acrilico, inchiostro su tela
120 x 100 cm
Performance -Storie Contaminate - 2015
Performance -Storie Contaminate - 2015
Istallazione artistica finanziata dal progetto PNRR – “Borgo Sacro”, promosso dal Comune di Santa Lucia del Mela, sostenuto dai fondi del NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura.