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Il Raccolto della Luna

Quest’opera si inserisce nel progetto “Le Vie dell’Acqua” come riflessione sul legame profondo tra acqua, luce e memoria collettiva.

La fontana, luogo storico di approvvigionamento e incontro, viene riletta come spazio simbolico in cui il gesto del “raccogliere” assume un valore più ampio: non solo funzionale, ma umano, culturale e poetico.
 

Sulla parete emerge una grande luna composta da frammenti di terracotta, materiale antico, legato alla terra e alla manualità. I frammenti raccontano il tempo, la frattura e la ricomposizione, suggerendo un’idea di memoria che non è mai lineare, ma fatta di parti, di tracce, di stratificazioni.
 

All’interno della luna sono inseriti elementi riflettenti che catturano la luce naturale, restituendola allo spazio in modo variabile e mai identico.
 

La luna è attraversata da raggi, come se fosse al tempo stesso luna e sole.

Questo elemento introduce un doppio significato simbolico: la luna che governa i cicli dell’acqua, le maree, l’attesa; il sole che attiva, scalda, rende visibile. Notte e giorno convivono nella stessa forma, così come convivono memoria e presente, silenzio e vita quotidiana.

La luce riflessa dialoga con il fondale azzurro dipinto dietro la fontana (richiamo diretto al cielo e all’acqua) e con l’oro della struttura centrale, colore della luce, della sacralità e dell’energia vitale. L’opera cambia aspetto durante il giorno, seguendo il movimento del sole e trasformando la parete in una superficie viva, in continuo mutamento.
 

Sopra la fontana sono state collocati oggetti della tradizione locale, portatori di una memoria condivisa:

  • l’anfora (bummaleddu), utilizzata in passato per raccogliere, trasportare e conservare l’acqua;

  • una ciotola colma di terra, che rappresenta il legame con le proprie radici e con il territorio;

  • una terza anfora, pensata come luogo di partecipazione, dove il visitatore può lasciare un pensiero o un desiderio, trasformando l’opera in un gesto collettivo.

La parola “Raccolto”, collocata accanto alla fontana, è il fulcro concettuale dell’installazione.

Non indica soltanto il raccolto agricolo, ma una raccolta più profonda e invisibile: raccogliere acqua, luce, tempo, esperienze, desideri. Raccogliere ciò che sostiene e fa crescere una comunità.
 

“Il Raccolto della Luna” non è un’opera da osservare in modo passivo.

Invita a fermarsi, ad abitare lo spazio, a riconoscere il valore dell’acqua come bene vitale e simbolico. È un luogo in cui la luce ritorna, l’acqua scorre e la memoria si deposita, lentamente, come un sedimento.
 

In questo punto del borgo, la fontana torna a essere ciò che è sempre stata:

un luogo di incontro, di attesa, di condivisione.

Un luogo in cui raccogliere e custodire ciò che conta davvero.

 

Istallazione di Filippo De Mariano

L'Opera si trova in Via Seminario - Santa Lucia del Mela (ME) Sicilia

Le braccia in terracotta sono state realizzate dall’artista Maurizio Calabrò.

Performance - Storie Contaminate - 2015
Performance - Storie Contaminate - 2015
Pesce mangia pesce - 2010
Acrilico, inchiostro su tela
120 x 100 cm
Il principe senza corona - 2008
Acrilico, pastelli a cera, corda su legno
31 x 51 cm (Collezione privata)
Koala & Koala - 2009
Acrilico, pastelli a cera su legno
33 x 65 cm (Collezione privata)
Gufo chu chu - 2008
Acrilico, pastelli a cera su legno
33 x 65 cm (Collezione privata)
Il suono dei sonagli - 2007
Acrilico, pastelli a cera, china su cartoncino
78 x 107 cm
Gallo del sud - 2007
Acrilico, pastelli a cera, corda, incisione a caldo su legno
40 x 80 cm (Collezione privata)

Istallazione artistica finanziata dal progetto PNRR – “Borgo Sacro”, promosso dal Comune di Santa Lucia del Mela, sostenuto dai fondi del NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura.

Filippo De Mariano 2001/2026 - © Tutti i Diritti Riservati - Fildem
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