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La Favola dei Gatti

All’interno del percorso artistico diffuso “Le Vie dell’Acqua”, che attraversa il centro storico di Santa Lucia del Mela trasformando le antiche fontane in luoghi di racconto e riflessione, nasce La Favola dei Gatti.
 

Un’opera che unisce acqua, materia e narrazione per restituire voce a una presenza silenziosa ma costante del borgo: i gatti.

I gatti abitano le vie senza possederle, osservano senza giudicare, restano senza mai davvero fermarsi. Sono figure libere e guardinghe, compagne discrete della vita quotidiana, custodi inconsapevoli della memoria dei luoghi. In loro si riflettono molte delle nostre contraddizioni: il desiderio di autonomia e il bisogno di appartenenza, la solitudine e la comunità, la distanza e la cura.
 

L’elemento centrale dell’installazione è la porta araba, simbolo universale di passaggio e trasformazione. Ricostruita attraverso un mosaico di tegole rotte e ricomposte, la porta diventa metafora del tempo e della memoria collettiva: ciò che è stato spezzato non viene nascosto, ma riunito in una nuova forma. Ogni frammento conserva la propria identità e, insieme agli altri, genera un nuovo equilibrio.

La porta non conduce a un luogo fisico, ma invita ad attraversare una soglia interiore, dove il passato dialoga con il presente.
 

Attorno alla fontana, una costellazione di gatti realizzati in mosaico e pittura, attraverso tecniche e linguaggi differenti, anima la superficie muraria. Ogni figura è diversa dall’altra: per postura, colore, materia, espressione. Questa pluralità riflette la varietà dei caratteri umani e restituisce un’immagine corale del borgo, fatto di individualità che convivono nello stesso spazio. I gatti non sono semplici decorazioni, ma presenze narrative: osservano, accompagnano, attendono.
 

L’acqua, elemento vitale e simbolico dell’intero progetto, diventa qui voce narrante. Il suo scorrere lento accompagna la favola, lega le figure tra loro e restituisce continuità al racconto. È l’acqua a tenere insieme la materia e il senso, il visibile e l’invisibile.
 

La Favola dei Gatti si inserisce come detto, nel percorso “Le Vie dell’Acqua” come tappa e, allo stesso tempo, come guida. La figura del gatto accompagna il visitatore lungo il cammino da una fontana all’altra, suggerendo un modo diverso di attraversare il centro storico: più lento, più attento, più intimo. Un invito a guardare ciò che solitamente resta ai margini, a fermarsi, a osservare.
 

Quest’opera parla di comunità, di cura e di responsabilità condivisa.

Ricorda che i luoghi non sono fatti solo di pietra e architettura, ma delle presenze che li abitano.

E che spesso sono proprio gli esseri più silenziosi a custodire le storie più profonde e a indicarci, senza parole, la strada.

 

Istallazione di Filippo De Mariano

L'Opera si trova in Via Lavacro dei Saraceni - Santa Lucia del Mela (ME) - Sicilia

Gallo del sud - 2007
Acrilico, pastelli a cera, corda, incisione a caldo su legno
40 x 80 cm (Collezione privata)
Il suono dei sonagli - 2007
Acrilico, pastelli a cera, china su cartoncino
78 x 107 cm
Gufo chu chu - 2008
Acrilico, pastelli a cera su legno
33 x 65 cm (Collezione privata)
Koala & Koala - 2009
Acrilico, pastelli a cera su legno
33 x 65 cm (Collezione privata)
Il principe senza corona - 2008
Acrilico, pastelli a cera, corda su legno
31 x 51 cm (Collezione privata)
Pesce mangia pesce - 2010
Acrilico, inchiostro su tela
120 x 100 cm
Performance - Storie Contaminate - 2015
Performance - Storie Contaminate - 2015

La Favola di Ombra e dei suoi amici gatti

C’era una volta, tra i vicoli silenziosi di Santa Lucia del Mela, un gatto dal manto color cenere di nome Ombra. Viveva tranquillo osservando i passanti dalla soglia di un antico portone, senza mai allontanarsi troppo dal suo piccolo regno. Ogni giorno ascoltava il gorgoglio della fontana vicina, che sembrava cantare di storie antiche e misteriose.
 

Una sera, mentre la luna illuminava i tetti di pietra, Ombra udì un suono diverso: la fontana si era fatta silenziosa, quasi arresa. L’acqua, che tanto amava, stava scomparendo. In quell’istante, un flebile miagolio provenne dall’ombra di un arco. Era Zefiro, un gatto anziano con un occhio velato. “Devi trovare la sorgente perduta,” sussurrò, “o il cuore del borgo smetterà di battere.”
 

Ombra esitò: amava la sua routine, i suoi angoli sicuri. Ma il richiamo dell’avventura fu più forte. Abbandonò il portone e si incamminò per strade sconosciute, guidato dalle luci tremolanti dei lampioni e dai canti lontani dei gabbiani. Lungo il cammino incontrò altri gatti: Fiore, dalla coda candida come neve, e Bruno, un micione dal pelo arruffato che viveva nei pressi del vecchio mulino. Ognuno offrì il proprio aiuto: Fiore sapeva districarsi tra i tetti con grazia, mentre Bruno, con la sua stazza, riusciva a farsi largo tra i cumuli di sassi e detriti.
 

Dopo mille peripezie e qualche zuffa con cani randagi, i tre gatti arrivarono ai piedi di una grotta nascosta. Al suo interno scorsero un rivolo d’acqua limpida che scorreva debolmente, bloccato da radici e rovi. Con pazienza e unione, i gatti rimossero gli ostacoli, liberando il flusso. L’acqua riprese a scorrere, limpida e generosa, come una voce ritrovata.
 

Tornati al borgo, scoprirono che la fontana ora zampillava felice. Le persone si radunarono attorno ad essa, e Ombra comprese che, a volte, bisogna abbandonare la sicurezza per seguire la chiamata del cuore. L’avventura vissuta insegnò a tutti che l’unità, la curiosità e la cura reciproca possono far rifiorire anche ciò che sembra perduto.
 

Da quel giorno, i gatti di Santa Lucia del Mela vegliano sulle vie del borgo, compagni silenziosi e fedeli, ricordando a chiunque li incontri che la vera forza nasce dall’amicizia e dalla volontà di guardare oltre i propri confini.

Istallazione artistica finanziata dal progetto PNRR – “Borgo Sacro”, promosso dal Comune di Santa Lucia del Mela, sostenuto dai fondi del NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura.

Filippo De Mariano 2001/2026 - © Tutti i Diritti Riservati - Fildem
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