Questo intervento artistico si inserisce nel progetto “Le Vie dell’Acqua” come una narrazione visiva e simbolica che trasforma lo spazio urbano in luogo di ascolto, memoria e riflessione. La fontana e il muro storico non sono più semplici elementi architettonici, ma diventano parte attiva di un racconto che si svela lentamente, invitando il passante a fermarsi, osservare e lasciarsi attraversare.
L’acqua, elemento originario e universale, assume il ruolo di voce silenziosa. Scorre come scorrono le storie, i ricordi, il tempo stesso. È presenza viva, ma anche metafora della trasmissione: ciò che è stato, ciò che è e ciò che ancora deve arrivare. Il muro diventa pagina aperta, superficie narrativa, luogo in cui il passato incontra il presente e si apre al futuro.
Al centro dell’opera, la sagoma di una bambina che legge, alta 1,80 metri e realizzata interamente a mosaico, si staglia come figura archetipica dell’ascolto e dell’immaginazione. Non è un ritratto, ma un simbolo universale. È l’infanzia che apprende, che sogna, che costruisce il proprio mondo attraverso le storie. È anche l’adulto che, fermandosi davanti all’opera, riscopre il bisogno di ascoltare e di ricordare.
La lettura diventa qui un atto profondamente simbolico: leggere significa riconnettersi alla propria memoria, dare ordine alle esperienze, immaginare ciò che ancora non esiste. La bambina racconta ai passanti la loro storia, i loro ricordi più intimi e, paradossalmente, anche il loro futuro. Ogni osservatore diventa parte dell’opera, portatore di un racconto personale che si intreccia con quello collettivo.
Il mosaico, con la sua struttura frammentata e ordinata, richiama la costruzione della memoria e dell’identità. Ogni tessera è un frammento di vita, un evento, un’emozione. I colori si alternano, si interrompono, si ricompongono, come accade nei ricordi. Nulla è lineare, nulla è definitivo: il racconto resta aperto, incompleto, pronto ad accogliere nuovi significati.
Accanto alla figura della bambina, un aquilone in mosaico vola tra i muri antichi del borgo. È un’immagine leggera, quasi fragile, ma carica di significato. L’aquilone rappresenta la libertà, la pace, il desiderio di elevazione. È lo slancio verso l’orizzonte, la possibilità di guardare oltre i confini visibili, dentro e fuori di sé. In un contesto storico segnato dal tempo, l’aquilone introduce il movimento, il sogno, la speranza.
Il filo che lo sostiene diventa elemento centrale dell’installazione: un segno sottile ma essenziale, che lega la giovinezza spensierata alla vita adulta, il gioco alla consapevolezza, l’immaginazione alla responsabilità. È il filo invisibile che unisce ciò che siamo stati a ciò che siamo diventati, e a ciò che potremmo ancora essere. Quel filo conduce alla scritta in terracotta che dà titolo all’opera: “Ti Voglio Raccontare una Storia…”
Una frase sospesa, volutamente incompleta, che non offre una conclusione ma apre uno spazio. È un invito, non una dichiarazione. Invita a fermarsi, ad ascoltare, a concedersi tempo. Tempo per ricordare, per riflettere, per riconnettersi a una dimensione più lenta e profonda dell’esistenza.
In questo intervento, arte, acqua, parola e spazio urbano si fondono in un’unica esperienza sensibile. L’opera non si limita a decorare o a segnare un luogo, ma lo trasforma in un punto di relazione. Chiede attenzione, presenza, ascolto. Racconta una storia che non appartiene solo all’artista, ma a chiunque sia disposto a fermarsi e a lasciarsi attraversare dal flusso invisibile delle proprie memorie.
“Ti Voglio Raccontare una Storia…” non è solo un titolo, ma una promessa. Una promessa di incontro tra passato e presente, tra intimità e spazio pubblico, tra acqua che scorre e tempo che, finalmente, si lascia abitare.
Istallazione di Filippo De Mariano
L'Opera si trova in Via Belvedere Sandro Pertini - Santa Lucia del Mela (ME) Sicilia
Performance -Storie Contaminate - 2015
Performance -Storie Contaminate - 2015
Pesce mangia pesce - 2010
Acrilico, inchiostro su tela
120 x 100 cm
Il principe senza corona - 2008
Acrilico, pastelli a cera, corda su legno
31 x 51 cm (Collezione privata)
Koala & Koala - 2009
Acrilico, pastelli a cera su legno
33 x 65 cm (Collezione privata)
Gufo chu chu - 2008
Acrilico, pastelli a cera su legno
33 x 65 cm (Collezione privata)
Il suono dei sonagli - 2007
Acrilico, pastelli a cera, china su cartoncino 78 x 107 cm
Gallo del sud - 2007
Acrilico, pastelli a cera, corda, incisione a caldo su legno
40 x 80 cm (Collezione privata)
Istallazione artistica finanziata dal progetto PNRR – “Borgo Sacro”, promosso dal Comune di Santa Lucia del Mela, sostenuto dai fondi del NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura.